sabato 13 settembre 2014

MONTE FORTE


MONTE FORTE
1321
Monti Aurunci


Indicazioni geografiche e stradali
La vetta, nel basso Lazio, è situata sul confine tra le provincie di Frosinone e Latina.
Sul versante del frusinate si deve raggiungere il paese di Esperia.


In auto
Dal casello autostradale di Pontecorvo ci si dirige verso questa cittadina. La si attraversa e, superato il fiume Liri, si deve seguire la direzione per Esperia. La stessa direzione va seguita per chi proviene dalla superstrada Cassino-Formia; arrivando da Cassino e viaggiando verso Formia, circa un chilometro dopo San Giorgio a Liri, si gira a destra.
Arrivati ad Esperia si sale su per il centro storico ma prima di entrarvi si svolta a sinistra per l’antichissima Rocca Guglielma. In questo tratto di strada, fino alla rocca, è necessario prestare grande attenzione e procedere molto lentamente perché la strada è molto stretta ed in diversi punti l’incrocio con altri veicoli appare improbabile. Superato il castello, anche se su strada di montagna, il percorso diventa più agevole. Si passa nella stretta vallata fino ad arrivare ad un incrocio a destra con l’indicazione della località Tasso. Si costeggia subito un’abitazione e dopo meno di cento metri, dietro una curva, prima che la strada inizia a salire, si parcheggia in un piccolo spazio.


Località di partenza
Valle Tasso - comune di Esperia

Altezze                            tempi dalla partenza
m. 0670  partenza
m. 1000  Guado del Faggeto     h 0,40
m. 1112  Sella di Chiavica         h 1,20
m. 1321  Vetta                           h 2,10
m. 0670  discesa                         h 1,35


Percorso
Si risale il fossato del Tasso, inizialmente sulla strada brecciata e successivamente su sentiero. In realtà questo percorso corrisponde al torrente d’acqua che viene giù dai monti quando le piogge sono abbondanti e quindi si possono trovare ostacoli quali rami, tronchi o sassi.


Si costeggiano anche diversi esemplari di castagni secolari.


Finita l’ascesa ci si ritrova su una valle abbastanza piana: è la vallata del Guado del Faggeto a quota 1000. Se suggestivo è il vallone del Tasso non lo è da meno quest’altra lunga valle tra prati, radi boschi e fenomeni carsici veramente interessanti: un ambiente isolato dall’aspetto selvaggio.


L’ultimo tratto della valle si percorre in un bosco di faggi e si arriva ad una sella (m. 1112) che si affaccia sulla Valle dell’Ausente (verso Minturno); gli alberi coprono quasi totalmente il paesaggio. Da qui, girandoci sulla nostra destra, si ricomincia la salita. Camminando nella faggeta si rimane sempre in cresta o quasi. Dopo aver raggiunto due anticime (m.1203 e m.1263), si arriva, ormai fuori dal bosco,


sulla sassosa vetta. Di fronte si vedono Monte d'Oro e Roccaguglielma: Esperia è sotto di loro.


Note aggiuntive
Nel fossato del Tasso, quando la strada è finita ed è già iniziato il sentiero, sulla nostra destra ci imbattiamo in diversi esemplari di secolari castagni disposti in ordine sparso; attraggono l’attenzione del passante con la loro enorme mole.
I Monti Aurunci sono caratteristici per il fenomeno del carsismo molto accentuato. Sono 130 gli inghiottitoi e le cavità di qualsiasi genere e dimensione (33 nel solo comune di Esperia e tutti con sviluppo verticale). Nella Valle del Guado del Faggeto vi è un inghiottitoio enorme che presenta un diametro in superficie di 4/5 metri ed ha una profondità di 59 metri! Davvero impressionante. E’ l’abisso di Chiavica la Faggeta. In questo tratto della valle (nel bosco di faggi) il percorso è incerto quindi si nota solo se si ha la fortuna di passarci vicino.
Un altro inghiottitoio (con diametro di circa un metro) si trova salendo sotto cresta verso Monte Forte (sotto la seconda anticima)
Di ritorno dall’escursione in montagna una sosta all’antica Rocca Guglielma è quasi d’obbligo considerato che, praticamente, la si costeggia. Fu fatta erigere intorno l’anno 1103 dal cavaliere normanno Guglielmo da Glossavilla. Tra le maggiori famiglie che nei secoli la dominarono si ricordano gli Spinelli, i Della Rovere ed i Farnese. Oggi parte delle mura sono ancora lì alte a proteggere il sottostante borgo; tuttavia, essendoci delle pareti pericolanti, se ne vieta giustamente l’eccessivo avvicinamento. Sul lato opposto della strada vi è il Santuario della Madonna delle Grazie con adiacente un panoramico terrazzo.


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